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Oggi vediamo perché la volatilità è così importante per chi opera in opzioni, in particolare parliamo della volatilità implicita. Ma partiamo prima dal concetto di volatilità.
La volatilità è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo. Si distingue in “storica” e “implicita”.
La volatilità storica è il grado di variazione dei prezzi nel tempo, indica di quanto si è mosso il titolo in un determinato arco temporale ed è misurata in termini di deviazione standard. Bassa volatilità storica indica un periodo di minore escursione dei prezzi, alta volatilità storica rappresenta un periodo di maggiore escursione dei prezzi. Vediamo un esempio con un grafico.

volatilitÖ google

Come possiamo notare, quando il prezzo è in una fase laterale la volatilità è bassa, quando il titolo esplode al rialzo o al ribasso la volatilità aumenta.
La volatilità implicita è l’aspettativa del movimento del titolo in un lasso temporale. Rappresenta l’aspettativa degli operatori su quale sarà la futura volatilità del sottostante, quindi si tratta di una grandezza che fa riferimento ad una previsione sulla futura variabilità del titolo.
Adesso non entriamo nel merito della formula di Black-Scholes per il calcolo, cerchiamo di capirla con un esempio pratico.
A tutti noi sarà capitato di dover sostenere un esame, io ne ho fatti molti all’università, ma almeno quello della patente lo abbiamo fatto tutti. Io all’università mi ricordo che quando avevo un esame da sostenere e mancavano due o tre mesi ero bello tranquillo, sfogliavo il libro, ogni tanto leggevo qualcosa, tanto mancavano 2 mesi avevo tutto il tempo per studiare, questa era la scusa per fare tutt’altro al posto di studiare; poi man mano che i giorni passavano e ci si avvicinava all’esame iniziava ad aumentare la preoccupazione e l’ansia per l’esame; quindi man mano che passavano i giorni iniziavo a studiare sempre di più in quanto l’ansia aumentava sempre di più, fino a quando non arrivava il giorno dell’esame e l’ansia raggiungeva il picco massimo, ecco questo è un esempio di volatilità implicita tradotto in termini comuni, una volta terminato l’esame indipendentemente da come è andato, tutta l’ansia si scarica, perché l’evento che generava ansia è passato. Questo è quello che accade anche con l’uscita dei bilanci, man mano che ci si avvicina all’uscita del bilancio la volatilità implicita aumenta, poi indipendentemente da come sarà il bilancio, positivo o negativo, la volatilità implicita crolla. Anche altri eventi fanno aumentare la volatilità implicita ad esempio frode fiscale, bancarotta, approvazione di un brevetto farmaceutico ecc. Quindi la volatilità implicita è l’aspettativa rispetto a un evento.
Vediamo ora la volatilità implicita nei confronti del trend. In un trend rialzista, quindi un trend dove prevale euforia, la volatilità implicita scende, perché c’è maggiore sicurezza, le opzioni costeranno di meno e quindi avremo vantaggio a fare operazioni a debito. Mentre in un trend ribassista, dove prevale la paura, la volatilità implicita sale, perché c’è minore sicurezza, quindi le opzioni costeranno di più ed avremo vantaggio a fare operazioni a credito.
Ora avendo capito il concetto di volatilità cerchiamo di capire come essa influisce sul prezzo delle opzioni.
Consideriamo quindi la formula di Black-Scholes, dove il prezzo di un’opzione è uguale a:
P = Vi + (V*t)
Dove Vi rappresenta il valore intrinseco, V la volatilità e t il tempo.
Quindi dalla formula possiamo subito notare che V è direttamente proporzionale a P, ovvero all’aumentare di V aumenta il premio dell’opzione P e al diminuire di V diminuisce il premio dell’opzione P. Non entriamo nel merito del concetto di valore intrinseco ed estrinseco, magari ne parleremo in un prossimo articolo!
Per valutare il livello di volatilità del mercato consideriamo il VIX, il cosiddetto indice della paura.
Il VIX, ovvero il Chicago Board Options Echange Volatilty Index, è un indice di volatilità calcolato dal più grande mercato mondiale di opzioni a partire dal 1993. Si tratta di un indice che misura la volatilità implicita del prezzo delle opzioni, ovvero di un indicatore che misura il prezzo che gli operatori sono stati disposti a pagare per assicurarsi la facoltà, ma non l’obbligo, di scommettere al rialzo e al ribasso sull’indice S&P500. È stato soprannominato indice della paura in quanto tra il VIX e l’indice S&P 500 esiste una correlazione negativa, cioè, quando il VIX sale, l’indice S&P500 scende e viceversa.

vix

sp500

Come possiamo notare dai due grafici, al forte ribasso del 2008 dell’indice S&P 500, c’è stato un forte rialzo del VIX.

Infatti, prendendo in esame i rendimenti su base settimanale dal 1990 ad oggi, notiamo che c’è una correlazione inversa, con un coefficiente di correlazione pari a -0,6858. Come si può notare dal grafico, la retta di regressione è negativa.

correlazione Vix e S&P500

Normalmente si dice che:
• Valori del VIX pari o inferiori a 20 indicano una situazione prevalentemente rialzista;
• Valori del VIX superiori a 20 ma inferiori a 40 descrivono uno scenario teso ma non necessariamente ribassista;
• Valori del VIX superiori a 40 indicano uno scenario pericolosamente volatile, con notevoli implicazioni ribassiste.
Abbiamo visto cos’è il VIX e quindi come valutare la volatilità generale del mercato, ma un altro fattore importante, prima di operare in opzioni su un titolo, è quello di valutare la volatilità implicita delle opzioni di quel titolo, perché il VIX potrebbe essere basso, ma quel titolo potrebbe avere una volatilità implicita alta, dovuta all’uscita dei bilanci o a qualche fattore interno alla società a noi sconosciuto. Per valutare la volatilità implicita di un sottostante è possibile utilizzare questo sito: www.ivolatility.com.

Ecco un esempio con il titolo Googl (Alphabet):
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Dal grafico si può notare che la volatilità di Googl è oscillata tra il 16% e il 42% e che negli ultimi giorni è salita oltre il 30%; in conseguenza probabilmente dell’uscita dei bilanci il 28 gennaio.

Quindi prima di mettere a mercato qualsiasi strategia in opzioni, è necessario valutare il VIX e la volatilità implicita del titol’ sul quale si vuole operare.

Per cortesia:
www.tradestation.com
http://www.ivolatility.com
https://it.finance.yahoo.com

Marco Doni & Francesco Negro