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Effetto Brexit sul Multiple Spread Trading

Molte volte ho scritto che grazie alla natura delta-neutral del Multiple Spread Trading, cioè l’indipendenza dalla direzione del mercato, è possibile ottenere profitti mediante questo tipo di operatività in qualsiasi direzione del mercato. Quando il mercato sale, quando scende, quando scende anche violentemente oppure quando rimane in fase laterale. Sembra incredibile.

Eppure oggi abbiamo la possibilità reale, dopo il crollo dei mercati in seguito alla notizia della cosiddetta Brexit, di verificare questa proprietà che fa del Multiple Spread Trading uno dei metodi più sicuri per operare in borsa.

Nella giornata di ieri 23 giugno avevo aperte due posizioni ottenute mediante la tecnica Convergence Spread Trading su due gruppi di 3 titoli molto correlati tra loro:

 Buy     434      XOM

Sell      455      CVX

Buy     190      XLE

 

Sell      293      PXD

Buy     400      EOG

Sell      257      OXY

All’apertura delle contrattazioni il mercato stava in forte perdita e la volatilità alle stelle, ma per le due operazioni di Spread sembrava una normalissima giornata borsistica.

Le perdite sulle posizioni long erano compensate dai guadagni sulle posizioni short.

Anzi il movimento violento del mercato ha fatto da catalizzatore affinché i gruppi di titoli recuperassero più velocemente lo squilibrio statistico che aveva portato all’individuazione e all’apertura delle posizioni.

Ciò ha portato a chiudere entrambi gli Spread alle 15:35 perché si era già raggiunto il valore medio considerato il target delle operazioni:

Spread e Brexit1

Spread e Brexit2

Hanno generato rispettivamente un profitto di 206 $ e di 817 $ per un totale di 1023 $ corrispondente al 5% circa del capitale impiegato, in meno di 24 ore!

È fondamentale ribadire che tale risultato non è legato alla direzionalità del mercato ma soltanto all’analisi statistica dei titoli avvenuta prima dell’evento Brexit che ha portato all’apertura delle posizioni basandosi sul futuro recupero di una difformità tra i movimenti relativi all’interno di ciascun gruppo di titoli considerati.

Nessun rischio quindi da eventi esterni, nemmeno se catastrofici!