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Proprio due settimane fa, Francesco Negro ha pubblicato un articolo (che puoi rileggere qui) in cui spiegava i motivi dell’eccessiva volatilità presente sul mercato dell’oro.
Un Advisor prudente, che volesse trarre profitti con bassissimo profilo di rischio, ti consiglierebbe sicuramente di evitare un’esposizione sull’oro in questo periodo.

Per noi invece questo è il momento migliore per utilizzare una semplice tecnica che vi permetterà di ridurre la volatilità su questa materia prima (così come su qualsiasi altro strumento) e di portare a casa dei profitti senza preoccuparsi delle eventuali turbolenze del mercato: il Multiple Spread Trading.

Si farà semplicemente uso contemporaneo di più titoli che abbiano come sottostante l’oro o attività direttamente collegate ad esso.

Nel Multiple Spread Trading il numero di titoli da utilizzare è totalmente arbitrario e sarà scelto in questo caso proprio al fine di neutralizzare maggiormente la volatilità. Per cui considereremo nell’esempio seguente un gruppo di 4 titoli fortemente correlati: tre ETF ed un titolo azionario

  • GLD ETF oro fisico
  • GDX ETF relativo alle Miniere d’oro operative
  • GDXJ ETF relativo alle Miniere d’oro in fase di ricerca o sviluppo
  • ABX Barrick Gold Corporation

Martedì scorso (18 Ottobre 2016) gli algoritmi del Multiple Spread Trading hanno prodotto la seguente combinazione di titoli, ritenuta valida per la settimana successiva:

Buy 459 GLD

Sell 1379 GDX

Buy 95 GDXJ

Buy 638 ABX

Il titolo sintetico così ottenuto, il cui andamento nel tempo è indicato nella figura seguente, ha presentato due operazioni (la prima short e la seconda long), entrambe chiuse in guadagno, portando alla realizzazione di un profitto, al netto delle commissioni, del 6.5% rispetto al margine impiegato.

Si potrà obiettare che nella settimana appena trascorsa anche l’oro non ha presentato grosse variazioni di prezzo, quindi la stabilità dello Spread potrebbe essere stato in parte causato dalla stabilità dei sottostanti. Ma gli algoritmi di Multiple Spread Trading permettono anche di valutare nel passato l’evoluzione degli Spread calcolati precedentemente (Walk-Forward Analysis), in modo da costruire affidabili Equity Lines di tale operatività sugli assets presi in considerazione.

Prendendo in esame la prima settimana di ottobre, in cui l’oro ha avuto un crollo di circa il 6%, gli algoritmi all’inizio della settimana avevano fornito la seguente combinazione:

Buy 462 GLD

Sell 1326 GDX

Buy 102 GDXJ

Buy 569 ABX

Come si è poi comportato lo Spread a seguito di una variazione così notevole del prezzo dell’oro?

Dalla figura seguente si può osservare che qualitativamente non ci sia alcuna differenza, nonostante la grossa variazione dei prezzi dei titoli sottostanti. Lo Spread mantiene la sua caratteristica di stabilità e di oscillazione attorno al valore medio.

Anche in questo caso sono state segnalate due operazioni (una short ed una long), chiuse con un profitto totale netto di circa il 6.0% del margine.

Questa è la prova più evidente dell’effettiva riduzione della volatilità e dall’indipendenza dai mercati ottenuta semplicemente con gli algoritmi del Multiple Spread Trading.

Michele Bogliardi

Spread Master Trader

Esperto di Trading Systems Automatici con 25 anni di esperienza in Software Simulation e Algorithms Development. Dal 2002 sviluppa Algoritmi e Trading Systems Automatici su Azioni, Futures, Forex e Opzioni nel mercato USA.