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europa usaContinuo a sentire voci di un imminente crollo dei mercati. C’è da pensare che prima o poi correggeranno per davvero in modo serio.

Peccato che sono mesi che si parla di crollo ed è chiaro che prima o poi ci si azzecca. Una crisi ogni tanto arriva, non ci facciamo mancare niente. L’anno scorso c’è stata la crisi greca (a proposito… non se ne parla più) quest’anno si sono inventati la Brexit (è già un lontano ricordo? per i mercati pare di si).

Ma sono stati veri crolli? Beh certo non fa piacere svegliarsi e trovare il future Dax a 9350 quando la sera prima lo avevi coccolato prima di andare a nanna lasciandolo sopra quota 10.300. Era il 24 giugno e nel panico totale dei miei lettori dicevo loro di non strapparsi i capelli perché i governi e le banche centrali avrebbero sorretto il mercato. Così è stato, ma è un film che dal 2008 in avanti abbiamo già visto innumerevoli volte. Qui trovi un mio approfondimento sulla Brexit

Devo confessarlo, anche io faccio fatica a pensare che i mercati possano continuare a sostenere questi ritmi così slacciati da una economia sottostante che non decolla. Ma poi torno con i piedi per terra e mi dico che in fondo non sono un’analista fondamentale e che l’unica cosa che per me conta è quel che mi dicono i grafici.

E questo è il grafico su base mensile che mette a confronto SP500 (USA) e Dax (Europa)

confronto dax sp500

 

A dispetto dei tanti corvi che preannunciano il crack di borsa (che ripeto, prima o poi ci azzeccheranno anche a furia di dirlo) a me questi grafici non fanno proprio venire voglia di andare al ribasso. L’SP500 si è ormai involato verso nuove vette e mette continuamente a segno nuovi massimi e il Dax pur essendo rimasto (apparentemente) indietro è anch’esso proteso verso l’alto.

Agosto, si sa, è un mese poco propizio per le borse, sia per la poca liquidità, sia perché si assiste quasi sempre a prese di profitto più o meno importanti (forse si fanno le provviste per le vacanze!). Ma non quest’anno, almeno non fino ad oggi dove troviamo un future SP500 che ha aggiornato i massimi storici proprio nel corrente mese e sembra avere sempre più voglia di arrivare a quota 2.200.

A proposito. Quasi dimenticavo di farvi notare una cosa. Non fatevi ingannare dalle voci insistenti che, in modo molto superficiale, strombettano il grande divario esistente tra SP500 e Dax o meglio tra USA ed Europa. Certo a a prima vista vediamo un grafico dell’SP500 che sta la sui massimi storici a 2.180 e un Dax che quota circa 10.600 dopo aver toccato un massimo storico sopra 12.400 ad aprile 2015.

Ma se calcolate il controvalore in dollari del Dax noterete che il 13 aprile 2015 il future europeo quotava poco più di 13.000 punti mentre al close di ieri (18.08.2016) la quotazione in dollari era di poco superiore ai 12.000 punti. Dunque siamo sotto di poco più dell’8% rispetto all’aprile 2015. Che è ben diverso da quel 20% che sembrano dire i grafici. Analogo discorso vale per l’Eurostoxx50 che il 13 aprile in dollari quotava poco più di 3.950 e al close di ieri circa 3.750.

Dunque il divario tra Europa e USA non è così evidente come potrebbe sembrare a prima vista, soprattutto considerando che l’intervento della Banca centrale in Europa, lasciatemelo dire, è stata ben poca cosa rispetto alla incommensurabile iniezione di liquidità cui abbiamo assistito negli USA a partire dal dopo Lehman.

E ora? Tutti di corsa sotto l’ombrellone perché oggi sembra attenderci un’altra giornata di sole pieno.

Buone vacanze (quel che resta)

Bruno Moltrasio