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Per noi europei era un lunedì sera di borse americane movimentate ma non troppo. Il brusco calo del venerdi precedente poteva far pensare a un semplice pull-back su un periodo insolitamente lungo di massimi storici crescenti… Il future del Dow Jones oscillava ampiamente ma simmetricamente attorno a un picco di volumi scambiati a quota 25.270. Proprio nell’ora dell’aperitivo o di una cena in famiglia o di un sudato allenamento, invece,  la CNBC comincia a sparare  sui telefoni di tutto il mondo una raffica di notifiche che sembrano bollettini di guerra: “21:00, il DJ a – 500” , e poi: “21:09, il DJ a -1.000”,  non si ferma piú: “21:11, il DJ a -1.500” !

Beh… il resto l’avete letto e visto anche voi. Proprio mentre sto scrivendo, il martedi 6 febbraio dell’anno del Signore 2018, le borse Europee sono già sotto del 3% , e sono solo le 9:10 a.m. !

Gli algoritmi e lo High Frequency Trading hanno lasciato le loro impronte digitali sulla scena del delitto, come dice Bloomberg in questo documentatissimo articolo. Ma, senza scomodare gli Illuminati di Wall Street, proviamo a vedere con la calma del giorno dopo che cosa è realmente successo.

Storicamente, i grandi crolli di borsa sono stati causati non da vendite smodate ma dall’azzeramento degli acquisti. È ben noto, infatti, l’effetto asimmetrico degli ordini: per far salire il prezzo è necessario che qualcuno sia disposto a comprare a un prezzo superiore all’attuale mentre basta che nessuno voglia acquistare per farlo scendere a un livello inferiore alla ricerca di liquidità. E se il prezzo non trova liquiditá pronta a comprare neppure lí, scende ancora di un gradino , poi ancora di uno e cosí via …

Dal cosiddetto flash crash” del 2 maggio 2010, invece, la massa di vendite mossa durante questi sell-off è imponente.

Proviamo a vedere con la consueta analisi dei volumi di UniversiTrading come poter leggere l’accaduto:

  1. Si utilizzano le candele range di prezzo e non a tempo: quindi il classico indicatore dei volumi con la consueta barra grigia non indica il volume scambiato durante il nostro time-frame (10 minuti, un’ora o quello che volete…) ma la densità dei volumi utilizzati per far salire o scendere il prezzo di un determinato numero di tick, in altre parole, “l’attrito” o “l’energia assorbita” dal mercato per cambiare di prezzo
  2. Si utilizzano le candele anche per il delta tra acquisti e vendite per ogni singola candela di range: Quindi quanto “sforzo finanziario” hanno dovuto fare i compratori sui venditori per far salire il prezzo oppure quanto i venditori per farlo scendere.

 

dow jones 1

Ora il grafico diventa subito di più facile lettura:  

  • (a) La densità dei volumi dopo le 20 non cambia affatto. L’altezza media delle barre grigie è analoga alle precedenti, con picchi anche notevoli. Quindi il crollo del prezzo è stato sostenuto da volumi significativi.
  • (b) Le candele del delta da 25.140 a 24.400 presentano alcune lunghezze notevoli: in quei casi i venditori hanno dovuto sopravanzare di molto i compratori per far calare il prezzo. La resistenza al ribasso è non trascurabile.

  • (c) Dopo il minuscolo pull-back sui 24.400, e sino a 24.129, la situazione cambia radicalmente… Le candele del delta sono sempre rosse (le vendite superano gli acquisti, quindi) ma decisamente piu corte… i venditori “faticano” molto meno e i compratori fanno molta meno resistenza (e la densità media di volumi si abbassa).
  • (d) Il bello viene adesso: da 24.124 al primo minimo di 23.744, il prezzo scende ma il delta tra acquisti e vendite sale… com’è possibile? Gli acquisti superano le vendite e il prezzo scende? Si, abbiamo assorbimento… i venditori devono assorbire gli acquisti in crescita per continuare a far scendere il prezzo… La divergenza tra indicatore e prezzo indica una maggior resistenza della spinta in basso… e il prezzo sale di 100 punti.
  • (e) Ancora un pull-back ribassista giù sino a 23.700 , e poi finalmente il prezzo comincerà a risalire… che cos’è successo? Che alla fine del pull back ribassista la differenza tra acquisti e vendite rimane costante, i venditori devono “assorbire” ancora sempre maggiori acquisti e “finiscono la benzina”. Il prezzo risale e anche la seconda volta, la divergenza tra delta acquisti-vendite e prezzo segnala la l’esaurimento del trend (… e che trend!!) .

Ora l’unica domanda che resta sul tappeto è: “Chi avrebbe avuto il fegato e il portafogli per entrare long a 23.700?”