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E’ vero che in questo sito parliamo di Trading, ma forse non tutti sanno che nel mio passato c’è anche qualche trofeo un po’ particolare. Ebbene si, sono stato campione italiano di boccette a squadre nel campionato 1986/1987 http://www.crib-biliardo.com/Articolo.cfm?IdNews=960.

E quello stesso anno, con la medesima formazione, io, e gli amici Mario Mosca con cui facevo coppia, Cosimo Cozzo e Silvio Asrolfi, ci siamo piazzati al primo posto anche nel campionato lombardo. http://www.crib-biliardo.com/Articolo.cfm?IdNews=994

Eravamo una squadra imbattibile. Quello stesso anno ho poi “appeso” le boccette al chiodo, si fa per dire, iniziando il mio percorso verso la professione forense. Ma questa è un’altra storia.

Il gioco delle boccette si svolge sul tavolo da biliardo ma senza “stecca”. Sono sicuro che molti giovani neppure sanno cos’è un biliardo… ed allora eccovi una immagine.

 

Tavolo da biliardo boccette

Tavolo da biliardo boccette

Il biliardo è un impianto rettangolare dotato di un fondo generalmente di lavagna su cui è applicato un panno verde e ai quattro lati delle sponde che servono per contenere e far rimbalzare le biglie.

Per giocare si usano, appunto, le boccette cioè quattro bilie o biglie rosse, quattro bianche e un pallino blu. Al centro del rettangolo di gioco vengono posizionati 5 birilli, quattro bianchi ai lati e un birillo rosso al centro.

Boccette 2 Boccette 3Boccette 4

che bisogna abbattere colpendo il pallino o la palla avversaria con la propria biglia. Il tiro sul pallino si conquista vincendo “l’accosto” che, in pratica conquista chi alla fine della mano resta con la propria biglia più vicino al pallino di quanto non sia la biglia avversaria.

Questo in parole povere. Le regole sono via via cambiate nel corso degli anni e per chi fosse interessato, anche solo a livello di curiosità, a questo link si può trovare il regolamento e di gioco http://www.milesibiliardi.it/docs/regolamenti/fibis-regolamento-boccette-5-birilli.pdf.

E’ un gioco che sembra molto semplice e che invece richiede una grande abilità e soprattutto molta concentrazione e… disciplina. Molto semplice perché sembrerebbe facile tirare qualche biglia sul tappeto verde alla caccia dei birilli con la palla avversaria così come potrebbe sembrare facile realizzare qualche tick sul dax “sparando” alla cieca della serie “o la va o la spacca”. Invece nelle boccette vi assicuro che non è così. E nel trading neppure !!

Sono diventato campione italiano a 28 anni, dopo avere vinto diverse gare provinciali e regionali ma avevo iniziato a fare trading…pardon… a giocare a boccette molti anni prima. Lo posso dire senza problemi perché ormai il “reato” è prescritto, ma avevo solo 11 anni quando tirai le prime biglie sul tappeto verde all’oratorio, senza conoscere neanche le regole. Allora alternavo io gioco delle boccette a quello del calcetto… che forse è meglio chiamare con l’appellativo che gli davamo noi ragazzini, ovvero il biliardino e anche lì ero forte davvero. Quindi dal biliardino al biliardo, all’oratorio, tra una gassosa e una spuma al chinotto, il passo è stato davvero breve. Non capivo niente di strategia ma avevo una classe innata e un’abilità straordinaria nel colpire il pallino o le biglie avversarie e mandarle nel “castello” (così si chiamano nel complesso i 5 birilli collocati a centrocampo).

Il mio percorso è poi proseguito prima nei bar di periferia – allora le boccette erano un gioco prevalentemente da bar – e poi nei palazzetti fino all’epilogo vincente, il massimo piazzamento possibile. Campione italiano. Ripensandoci ora mi viene da sorridere ma ai tempi era una cosa di cui mi vantavo molto con gli amici. In fondo piazzarsi primi in Italia in una qualunque disciplina è pur sempre una bella soddisfazione e una cosa di cui andare fieri.

Ricordo anche un torneo cui avevo partecipato fuori Milano, se non ricordo male in quel di Vittuone, organizzato localmente al di fuori della federazione boccette, ma a cui avevano partecipato alcune “celebrità” del tempo, tra cui il campione provinciale di Vigevano di cui ora non ricordo il nome. Ma che, neanche a farlo apposta, mi ritrovai in finale per il primo e secondo posto.

A quella finale era presente anche mio padre Angelo, di nome e di fatto, e avevo insistito tanto perché ci fosse in quanto l’organizzatore era un bar “Milan Club” e alla premiazione avrebbe dovuto essere presente anche Gianni Rivera. Avrebbe, ma poi non venne e a premiarmi, perché alla fine di una gara avvincente vinsi la gara. Vennero Piotti, l’allora portiere del Milan, e Icardi.

Le boccette sono un gioco eppure, anche qui come nel Trading, se si vuole arrivare ad alti livelli, occorrono massima concentrazione e disciplina e, neanche a dirlo, un metodo ben preciso, una strategia nel condurre la partita che può ed anzi deve variare in funzione dell’avversario che ti trovi di fronte. Allo stesso modo in cui un metodo di trading non può essere adatto per tutti i mercati e per tutte le condizioni di volatilità, così anche nel gioco delle boccette devi avere la capacità di adattare il tuo stile al “mercato” che ti trovi davanti.